il giorno di Sant’Alberto a Pietra Montecorvino.
Quest’anno la tradizionale processione per Sant’Alberto è stata rinviata di quasi due settimane a causa del maltempo. Mancavano sicuramente molti fedeli residenti all’estero che avevano già organizzato le loro ferie per essere presenti il 16 maggio. La celebrazione si è tenuta invece il 27, con il grano già quasi maturo ed un forte vento che spostava le nuvole sul magnifico paesaggio collinare che circonda Pietra Montecorvino. Siamo arrivati in paese la mattina presto per poter seguire e documentare le varie fasi della celebrazione, anche quelle meno note. In questa gallery potere vedere il nostro racconto…
” Il 16 maggio, sul calendario dei cittadini di Pietra Montecorvino è il giorno di Sant’Alberto, il giorno del pellegrinaggio-processione che procede dal paese al sito archeologico di Montecorvino. In questa giornata, che probabilmente è considerata anche più importante del Natale, gli stessi abitanti sono soliti percorrere a piedi ben 14 chilometri trasportando altissimi palii in legno, addobbati da fazzoletti variopinti e decorati, in un rito che viene riproposto ogni anno dal 1889.I palii in legno, trasportati durante la processione, simboleggiano il legame tra cielo e terra nella speranza che “venga un aiuto dal cielo per affrontare le difficoltà legate al ciclo delle coltivazioni”. Questi fusti d’albero sono addobbati con fazzoletti variopinti e vengono portati a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi. Nel mezzo, tra i palii e il popolo dei fedeli, c’è la statua del santo che unisce tre paesi: all’evento partecipano gruppi di fedeli provenienti da Motta Montecorvino, Volturino, Pietra e da molte città d’Italia dove risiedono le comunità di emigranti dei rispettivi borghi accomunati dalla devozione per Sant’Alberto. L’usanza del palio ha origine nella tradizione pagana dei riti propiziatori della fertilità, confluita nella rielaborazione della pratica cristiana. Il palio veniva vestito di scialli e fazzoletti tenuti insieme con le fasce per neonati. Le donne offrivano al santo i loro fazzoletti per chiedere che il patrono proteggesse i loro uomini in guerra. I palii, che oggi sono molto numerosi e raggiungono in alcuni casi i 20 metri, permettevano a chi restava in paese e non poteva partecipare alla processione di individuare e di seguire la statua di Sant’Alberto a chilometri di distanza: in questo modo, sono soprattutto i più giovani a farsi carico dell’esigenza degli anziani e delle persone con difficoltà motorie che altrimenti non potrebbero partecipare in alcun modo al pellegrinaggio. Così, invece, tutti sono partecipi del lento incedere della processione, la vedono avanzare attraverso lo sventolio dei fazzoletti. Sono gli anziani a tramandare il significato e il valore del 16 maggio e lo fanno molto bene. Non si spiega altrimenti la numerosa partecipazione di giovani e giovanissimi al pellegrinaggio. E’ una partecipazione attiva, che costa impegno, sudore e fatica. Il 16 maggio, al pellegrinaggio-processione, i bambini e i giovani sono moltissimi, sono la maggioranza. Sono loro a trasportare a braccia i palii di Sant’Alberto, pali di legno che possono pesare fino a 150 chili. Li portano eretti, come aste di bandiera. Alla base del palo sono in quattro a sostenere il peso maggiore. Davanti, dietro e ai due lati altri ragazzi tengono in equilibrio il palio con l’aiuto di lunghe funi. La strada per arrivare alla dimora del santo è poco più che un tratturo. I ragazzi alle funi compiono l’intero tragitto tra il grano ancora verde e la terra arata.” (adattamento da Digital Media 2016)