La notte dei “traini”

La festa dei Santi Medici presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia (circa 5 km da Oria nel brindisino) è molto sentita dai fedeli che ancora raggiungono il Santuario dai comuni del circondario (Manduria, Francavilla Fontana, San Marzano di San Giuseppe, Grottaglie ecc.). Da qualche anno sta anche ritornando una tradizione che si era ormai persa, quella dei “traini” o carretti, che si radunano prima dell’alba nei paesi limitrofi per poi unirsi al pellegrinaggio. Questo recupero della tradizione è stato reso possibile grazie all’impegno di Pietro Balsamo e di PizzicArte – Cultura & Musica Del Sud. Pietro Balsamo, di professione cartapestaio è uno dei ballerini della Notte della Taranta e leader del gruppo di musica popolare della bassa Murgia e Alto Salento “Iazzabanna”.

Cito dal bell’articolo di Maria Sirsi sul blog Ciacksocial “La Domenica dell’Ascensione è tradizione onorare la memoria dei Santi medici Cosimo e Damiano con il pellegrinaggio a piedi al Santuario di San Cosimo alla Macchia nei pressi di Oria in provincia di Brindisi, in aperta campagna. In origine era una chiesetta fondata dai monaci basiliani in un’area senza alcuna coltivazione che spiega l’appellativo “alla macchia”. Da chiesetta quale era, nel corso degli anni, si è trasformato in un vero e proprio centro dotato di strutture e servizi per rispondere al flusso crescente di pellegrini. All’esterno, oltre a un bel porticato, vi è una chiesa all’aperto per le celebrazioni del periodo estivo e primaverile; un parcheggio enorme; una sala che conserva gli ex voto dei fedeli e una zona etnografica che presenta una selezione di oggetti che raccontano secoli di storia salentina e in particolare della tradizione contadina. E’ sempre stato meta di pellegrini che giungevano da tutto il Salento per ottenere dai Santi Medici una grazia, una guarigione, la risoluzione di un dramma familiare o semplicemente per tradizione e devozione. Anche io, tutti gli anni, sono solita recarmi a piedi, è una tradizione famigliare che continua nel tempo. Dal mio paese, Manduria, sono poco più di 13 km ma ci sono pellegrini che provengono anche da molto più lontano i cui viaggi a piedi durano intere giornate. Si arriva stanchi ma basta sedersi in chiesa di fronte all’altare dei Santi Medici, respirare quell’aria magica per sentirsi di nuovo carichi e con il cuore pieno di speranza di ricevere quella grazia tanto richiesta durante il cammino. Un tempo, oltre che a piedi ci si recava anche a bordo di carretti, “traini”. Partivano in nottata o la mattina presto, in modo da evitare il caldo del sole lungo la strada, seguire la Messa e sostare davanti all’altare dei Santi Medici per pregare e chiedere la grazia. Durante il tragitto, si cantava ma soprattutto si recitava il rosario, qualcuno, quando mancavano pochi metri al Santuario, proseguiva in ginocchio invocando la grazia. Dopo, ci si recava al mercatino per acquistare qualcosa: tamburelli, panariéddi  (piccolo paniere ), siggitéddi (sedioline) ma soprattutto nastrini colorati richiamanti i vestiti policromi degli stessi Santi. I nastrini erano il simbolo dell’avvenuto pellegrinaggio al Santuario, si adornavano i cavalli, i calessi, i tamburelli, si regalavano ad amici e parenti.All’ora di pranzo, nelle vicinanze del Santuario, si consumava il pranzo portato da casa, accompagnato da un buon bicchiere di vino, si suonava e si ballava unendosi ad altri conoscenti o amici in prossimità dei “traini”. Nel  pomeriggio si prendeva la strada del ritorno, si formavano delle file di calessi e gente a piedi e si assisteva ad una festa itinerante, dove al suono di fisarmoniche e tamburelli, si cantavano i famosi stornelli. (…) “Ero piccola e mi ricordo che alle due del pomeriggio – racconta Sabrina Sicara, fondatrice di PizzicArte – si partiva da Avetrana a piedi per raggiungere in pellegrinaggio il Santuario di San Cosimo. Certo da bambini, non sempre si pregava ma uno degli obiettivi principali era raggiungere lo scivolo a tre corsie di cemento, ancora esistente, per giocare con tutti gli amici di quella avventura. L’antica tradizione del pellegrinaggio con i carretti che si era persa nel tempo, – continua Sabrina – si sta ripristinando grazie alla devozione di Pietro Balsamo, alla passione di  PizzicArte e alla collaborazione di tanti fedeli”. 

Il programma di domenica prevede alle ore 4.00 circa il raduno e successiva partenza con carri da Francavilla in Largo Croce e su via Oria; alle ore 7.00 circa sosta ad Oria; alle ore  8.30 arrivo al Santuario; ore 9.00 messa dei “Trainieri” al Santuario presieduta dal vescovo S.E. Mons.Vincenzo Pisanello, i trainieri con tutti i suonatori canteranno il Canto Antico in dialetto “Santu Cosumu Santu“, a seguire Processione con le reliquie e statue dei Santi Medici con benedizione ai trainieri. Al rientro dei Santi in chiesa, per tutto il giorno festa popolare, attorno al Santuario si potrà suonare liberamente, naturalmente evitando di disturbare le funzioni religiose. Tutti coloro che volessero partecipare al pellegrinaggio a bordo dei traini per suonare, lo possono fare liberamente.” testo citato dal sito Ciacksocial, fonte preziosa di informazioni sulla festa.

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