San Michele Arcangelo a Pomarico

Lunedì scorso abbiamo fotografato la processione in onore di San Michele Arcangelo a Pomarico (MT) che fa parte delle celebrazioni in onore del Santo (forse il momento più conosciuto è la “lotta” o “miracolo del grano”) . Le origini del culto in onore di San Michele Arcangelo risalgono al 1757, anno in cui il Santo salvò il paese da una grave carestia. La festa dura tre giorni e coinvolge tutto il paese richiamando anche gli abitanti che nel tempo si sono trasferiti all’estero. Come sempre in questi casi la modernità porta a varie contaminazioni; ci hanno colpito ad esempio i bambini che indossavano le ali bianche dell’Arcangelo.

 

Le origini della Festa (dal sito Patrimonio Culturale della Basilicata)

“La Lotta” rappresenta una riuscita frammistione tra evento storico realmente accaduto e leggenda tramandati di generazione in generazione. Nell’anno del Signore 1757 si abbatté una terribile carestia sul territorio causando la morte di 368 persone tra le quali anche 12 tra Sacerdoti, Sorelle e Conventuali. La situazione già abbastanza drammatica divenne terribile allorché nugoli di cavallette distrussero i pochi raccolti rimasti e i pozzi si prosciugarono. Fin qui il fatto storico. La leggenda racconta che un signore di bell’aspetto si sia presentato ad un commerciante barese, con il nome di Michele di Pomarico ed abbia acquistato per il popolo pomaricano otto traini di grano, offrendo in pegno un anello con un diamante incastonato. Il cospicuo quantitativo di grano lasciò attonita la popolazione che in un primo momento si diede a recuperare quanto più possibile un quantitativo di grano bastevole per se e la propria famiglia. Nella ressa generale di manzoniana memoria non mancarono spintoni e pugni evento dal quale deriva “La lotta” appunto. Quando gli animi si placarono era rimasto un solo traino carico di grano che scortato dai sacerdoti e dai gendarmi giunse nel sagrato della Chiesa Madre San Michele Arcangelo. Tra la popolazione si diffuse il desiderio di conoscere il benefattore colui che aveva spento la fame pomaricana e chiedevano al venditore di descrivere le fattezze di tal Michele di Pomarico che gli aveva commissionato la fornitura di grano. Si sa che a Pomarico il nome Michele è molto diffuso e si pensava inizialmente ad un Michele benestante di una delle famiglie altolocate che voleva conservare l’anonimato. Il commerciante, insieme alle autorità, si recò in Piazza V. Veneto alla ricerca di un qualche Michele che rispondesse alla descrizione. Quando ormai tutti parvero arrendersi, dietro suggerimento di un paesano, si decise di condurre l’uomo in chiesa madre dove iI venditore riconobbe il Michele “benefattore” si accorsero infatti che al dito del Santo mancava l’anello donato dalla magnifica Porfida Giannulli il 3 maggio 1713. Il mercante consapevole dell’avvenuto miracolo non accettò nessun pagamento restituendo al Santo l’anello dato in pegno tra la commozione generale”.

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