Il culto di Santa Domenica

Ci siamo recati a Scorrano il 6 luglio, di mattina presto, per seguire il rituale delle celebrazioni di Santa Domenica, in particolare gli spostamenti del simulacro della Santa prima dell’inizio della processione mattutina. La scultura lignea che raffigura la protettrice del paese è generalmente chiusa nella sua teca, che viene aperta solo in alcuni giorni dell’anno. In questi giorni (6, 7 ed 8 luglio), è però possibile vederla sul trono realizzato in alto sopra l’altare maggiore della Chiesa della Trasfigurazione del Signore, o Chiesa Madre, nel centro del paese. Grazie al “Gruppo Volontari Tradizioni Popolari Scorrano” siamo riusciti a documentare alcune fasi della preparazione del simulacro. Avevamo fotografato nel 2016 le famose luminarie, conosciute in tutta Italia; questa volta ci siamo concentrati sugli aspetti della devozione religiosa, che ruota intorno alla magnifica effige della Santa. Per qualche ora, con emozione, abbiamo potuto apprezzare contemporaneamente il patrimonio materiale e quello immateriale di questo affascinante angolo di Salento.

 

Riporto qualche citazione dal prezioso volume di Giovanni Giangreco: Il culto di Santa Domenica a Scorrano: tradizione e identità. Scorrano, Edizioni Comune di Scorrano / Pro Loco Scorrano, 2012, che aiuteranno a capire meglio il significato di alcune nostre riprese

“Tenere chiuso lo stipo di Santa Domenica è tradizione antichissima a Scorrano. La ragione e l’epoca di tale usanza, che non solo è accettata dal popolo ma non è mai stata oggetto di discussione, vanno individuate molto indietro nel tempo. Si tratta della sopravvivenza di un aspetto del culto verso le divinità di estrazione classica di origine precristiana che prevedevache il simulacro – immagine della divinità – dovesse essere tenuto nascosto nel sancta sanctorum.”

“Prima dell’avvio della processione sul sagrato della chiesa viene bandita l’asta per l’aggiudicazione dei quattro posti per i devoti che porteranno il carro del simulacro della Santa lungo tutto il percorso processionale. Un banditore di esperienza, a voce alta, dichiara aperta l’asta e invita i numerosi partecipanti a fare le proprie offerte. Si comincia con le aste anteriori in ordine di importanza, con la destra, che ha un costo maggiore ed è più ambita delle altre tre, poi la sinistra e poi quelle posteriori; anche qui prima la destra e poi la sinistra. Questo è un rituale popolare antichissimo, comune ad altre processioni, che segue norme e regole non scritte ma a tutti ben note.”

“(…)la statua viene fissata alla base con perni in ferro in un ascensore mobile ottocentesco e sollevato a mano con la corda di una carrucola fissata al centro della cinquecentesca volta del presbiterio accompagnata da mani esperte che impediscono il dondolare dell’ascensore durante l’ascesa. Giunta in alto la statua viene collocata sopra un basamento dorato, con i due leoni antichi anch’essi dorati posti ai lati e così intronizzata su una piattaforma che fa parte dell’alzata metallica realizzata alla fine dell’Ottocento al di sopra dell’altare marmoreo.”

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